Parigi sotto attacco: la solidarietà della Regione Puglia

Foto BAndiera RegioneBARI- Grande solidarietà e vicinanza alla Francia anche in Puglia dopo il terribile attacco terroristico che la sera di venerdì 13 novembre a Parigi ha provocato la morte di quasi 130 persone e centinaia di feriti.

Da questa mattina, a Bari, sulla facciata della sede della Regione  (sul lungomare Nazario Sauro) è esposta la bandiera del Paese transalpino, così come da richiesta del console onorario di Francia, Stefano Romanazzi. E profondo cordoglio per quanto accaduto è stato espresso dal presidente Emiliano con la seguente dichiarazione: “Si tratta di un evento che ci colpisce in maniera diretta perché ha toccato un luogo simbolo dove i concetti di libertà, uguaglianza e fraternità, così come l’utilizzo della ragione opposta alla superstizione, sono stati concepiti e posti alla base della nostra civiltà. Un attacco a Parigi è un attacco a tutti gli europei e alle persone che in questo mondo vogliono vivere secondo la ragione e non secondo la logica della forza bruta. La Puglia, da parte sua, continuerà il dialogo con quella parte dell’Islam che non si riconosce in questa azione di terrore. Bisogna identificare immediatamente tutte quelle persone di buona volontà che non hanno come obiettivo la distruzione dell’Occidente. Bisogna avere la capacità di distinguere gli amici dai nemici, di farlo attraverso i canali della diplomazia e attraverso le informazioni. Il ruolo dei servizi, della magistratura, degli investigatori in questa fase è centrale.

“I fatti di ieri- ha continuato Emiliano- hanno ricordato a noi tutti che è in atto uno scontro che possiamo definire una guerra, sia pure in termini moderni, dove non c’è una linea del fronte precisa e può arrivare un attacco in qualsiasi momento. Il compito che abbiamo è di non farci prendere dal panico e soprattutto di non cambiare il nostro modello di vita. Piuttosto rafforzare la direzione politica dell’Unione europea, nei rapporti con la Federazione Russa e con gli Stati uniti d’America, dando vita ad indagini interne antiterrorismo realmente coordinate ed efficaci. Esiste poi anche un problema di guerra vera e propria che si sta combattendo sull’altro fronte e che dura da tantissimi anni, rispetto al quale questi eventi ci consentono sì di individuare il nemico, ma anche di riflettere su eventuali nostri errori politici del passato. In una guerra c’è anche un aspetto diplomatico: se gli occidentali hanno commesso degli errori nella relazione con altre popolazioni questo è il momento di ammetterlo, al pari dell’azione di contrasto ai terroristi che va fatta con tutta l’intelligenza e la forza di cui disponiamo”.