Seminario a Bari sull’occupazione femminile e discriminazioni in genere

20151020_095001BARI-  “Occupazione Femminile e Discriminazioni di Genere in Puglia tra Criticità e Prospettive”.  Questo il titolo del seminario promosso dalla Consigliera regionale di parità, in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, gli Assessorati regionali al Lavoro, allo Sviluppo, al Welfare e Italia Lavoro Nazionale che si svolgerà martedì 3 novembre, a partire dalle ore 10.00 presso l’Università di Bari nell’Aula Aldo Moro , Piazza C. Battisti, 1.

Si tratta di un incontro  particolarmente interessante nel corso del quale saranno presi in esame  dati secondo cui si evidenzierebbe la marginalità delle donne pugliesi nei percorsi di autonomia e libertà da pregiudizi e stereotipi.  Se pure l’occupazione in Puglia, nel primo semestre 2015, aumenta del +2,7%, l’aumento è attribuibile quasi esclusivamente alla componente maschile, in quanto le donne subiscono addirittura una contrazione di 1.000 unità rispetto al 2014 e di ben 3.000 unità rispetto al 2013, fermandosi al 30,5%, con un gap di genere altissimo: 26,6%.

La presenza delle donne nelle aziende medio grandi è del 27, 6% (dato che ci restituisce l’ultimo Rapporto sul personale femminile e maschile delle aziende medio grandi 2012-2013 a cura della Consigliera Regionale di parità e di IPRES). Una lettura sconfortante per l’assenza o bassissima presenza della componente femminile in tantissimi settori (e non solo quelli che “comunemente” si considerano maschili). In Puglia le donne beneficiarie di trattamenti pensionistici hanno un importo medio mensile delle pensioni di 540 euro, inferiore di 331 euro rispetto a quanto percepito dagli uomini, con un gap del 38%.

Le dimissioni da maternità (dato del 2014) sono di 1280 donne. Dal 2009 (n°666) il dato è in costante crescita per l’inconciliabilità tra lavoro e cura. Alto anche il numero delle donne che denunciano alla Consigliera di parità discriminazioni sul Lavoro: professioniste, operaie, dipendenti pubbliche, precarie, perché la discriminazione di genere non ha età e censo.

Il 3 novembre, dopo i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Bari Antonio Uricchio, della Consigliera Nazionale di parità Francesca Cipriani, della Consigliera Politica per l’attuazione del programma del Presidente della Regione Puglia, Titti De Simone e del Prof. Massimo Di Rienzo, la Consigliera di Parità Serenella Molendini, aprirà uno spazio di riflessione e di proposte, con l’assessore Loredana Capone, l’Assessore Sebastiano Leo, l’Assessore Negro, il Presidente di Confindustria Puglia Domenico Favuzzi, e Antonella Marsala, coordinatrice del Progetto Nazionale di Italia Lavoro Equipe 2020.

Sarà, infine, presentato, l’Osservatorio Regionale sulle Discriminazioni di Genere. Relatori/relatrici: la Consigliera nazionale di parità Franca Cipriani, il prof. Vito Sandro Leccese, docente di diritto del lavoro dell’Università di Bari, Franco Surano Segreteria Generale USI CISL, Antonella Morga Segreteria Generale CGIL, Vera Guelfi Segreteria Generale UIL e Anna Maria Frasca della Direzione Territoriale del Lavoro di Bari che hanno partecipato, insieme ad altre Istituzioni ed esperte, al tavolo di lavoro promosso dalle Consigliere Regionali di Parità per l’istituzione dell’Osservatorio Regionale.