La situazione delle Ferrovie Sud Est all’attenzione della Regione

STAZIONE FERROVIARIABARI- L’assessore ai Trasporti, Giovanni Giannini, nel corso di una conferenza stampa, ha inteso fare il punto sulla situazione delle Ferrovie del Sud Est all’indomani di alcuni fatti di cronaca cha hanno visti coinvolti mezzi e infrastrutture delle FSE e – più in generale – sulla situazione del trasporto pubblico locale.

Con una lettera, la Regione ha contestato punto per punto all’azienda di trasporto ferroviario e automobilistico le defaillances del servizio, cui la società ha risposto per iscritto. “Verificheremo mensilmente – ha dichiarato Giannini – l’adempimento degli obblighi che le FSE hanno assunto. Faremo questa operazione di controllo e verificheremo le ragioni per le quali, ad esempio, si è incendiato il pullman a Manduria lo scorso 21 settembre scorso e la sua manutenzione. Il resto è nelle mani del Governo. Molto dipende dalle decisioni che il Governo assumerà”.

Come è noto infatti le FSE sono di proprietà statale e la Regione paga – secondo un contratto – per il servizio di trasporto che viene contestato per la qualità offerta.

Noi siamo intervenuti – ha proseguito l’assessore – contestando alle FSE tutti gli episodi che sono stati denunciati dall’utenza e li abbiamo invitati a fornire le proprie giustificazioni, evidenziando che alcuni episodi potevano generare anche gli estremi della rescissione contrattuale”.

Durante la conferenza stampa, l’assessore ha letto le contestazioni fatte e le risposte fornite dalle FSE.

Una delle contestazioni – ha spiegato Giannini – è che la società compra vetture costosissime e incredibilmente inutilizzate, visto che decine di carrozze sono ferme nel deposito, perchè le linee non sarebbero in grado di supportarle. Sembrerebbe – ha continuato – che i treni non possano in realtà viaggiare su molte tratte della rete”.

La notizia è destituita di fondamento – è la risposta di FSE letta da Giannini – infatti tutti i treni vengono immessi in servizio dopo i nulla osta ministeriali rilasciati con le verifiche tecniche e le prove funzionali.  A seguito di queste – secondo Ferrovie del Sud Est – i veicoli sono stati utilizzati per la circolazione su tutta la rete aziendale senza ritardi”

L’assessore non si è espresso sulle indagini in corso da parte della Procura di Bari e della Corte dei Conti, a proposito dell’acquisto di vetture polacche. “Io – ha dichiarato Giannini – su questo punto non mi soffermo, perchè ci sono le indagini in corso. Vedremo quello che verrà fuori”.

Tuttavia, a fronte delle contestazioni, le Ferrovie Sud Est hanno assunto degli impegni precisi: avviare una fornitura, a seguito di gara pubblica, di 5 nuovi elettrotreni con consegna del primo esemplare entro novembre 2016; la completa elettrificazione della linea Bari-Taranto entro febbraio 2016; l’immissione in servizio entro dicembre 2015 dei convogli Stadler (in deposito in attesa delle autorizzazioni ministeriali) da dedicare espressamente alle linee leccesi; la progressiva dismissione del materiale più vecchio; riqualificazione delle unità di trazione Fiat a due casse entro dicembre 2016; progressiva ridislocazione di questi mezzi nell’area salentina (quella da cui arrivano maggiormente le proteste); velocizzazione della linea Maglie-Otranto entro giugno 2016; realizzazione di collegamenti rapidi e diretti sulla linea Lecce-Gallipoli, soprattutto in estate con la richiesta turistica; installazione di sistemi di sicurezza a bordo entro dicembre 2015; attivazione sistema telecontrollo entro febbraio 2016; azioni antievasione entro dicembre 2015, studio per l’inserimento dei treni delle FSE nel contesto dei pacchetti turistici nel Salento e nella Valle d’Itria; acquisizione di 10 autobus articolati.

Sulla situazione del Tpl, Giannini ha confermato che “il settore del trasporto pubblico locale opera con un fondo nazionale di 4 miliardi e 900 milioni a fronte di un fabbisogno di 6 miliardi e mezzo. Il primo problema, quindi è il finanziamento del servizio del trasporto pubblico locale”.

La Regione Puglia – ha continuato – è l’unica regione che di fatto (a parte un 3% in tre anni) non ha aumentato le tariffe e ha, col proprio bilancio stanziato un contributo ai Comuni e alle Province pari a 18 milioni l’anno fino al 2018, data in cui scade la proroga dei contratti. Altra nota dolente – secondo l’assessore – è il rinnovo del parco rotabile, perché ovviamente il servizio viene svolto con auto e treni che, a differenza dell’età media europea che si attesta intorno agli 8/9 anni, in Italia questa anzianità si attesta intorno ai 15 anni. E, in alcuni casi arriviamo anche a autobus che hanno 28 anni. Il rinnovo del parco rotabile funziona con un sistema del finanziamento dello Stato – ha illustrato – al quale concorrono con quote di cofinanziamento i soggetti concessionari del servizio”.

Questo significa – ha ribadito – che, se avessimo a disposizione quei 23 milioni di euro con le quote di cofinanziamento dei concessionari arriveremmo a una cifra consistente che ci consentirebbe di operare il rinnovo. Poiché abbiamo individuato nel bilancio regionale l’esistenza di residui passivi per circa 28 milioni (somme che non sono soggette al rispetto del Patto di Stabilità), abbiamo chiesto al ministero di poter utilizzare queste somme al di fuori del patto di stabilità , il che significa – ha concluso Giannini – che 28 milioni con in più le quote di cofinanziamento dei concessionari, ci porterebbero ad avere una somma considerevole che potrebbe farci rinnovare circa 800 autobus nel quinquennio. Il rinnovo del parco rotabile è fondamentale anche per la sicurezza e la riduzione dell’emissione di Co2 nell’atmosfera”.