Cala il sipario su “Baxta- Festival del Teatro antico”

elena cotugnoLECCE- E’ saltata per le incerte condizioni meteo l’ultima replica dello spettacolo “I Barbari – Il racconto della straniero”, la quinta edizione del “Baxta – Festival del Teatro antico”, in svolgimento presso il Parco dei Guerrieri (località “SS. Stefani”) a Vaste di Poggiardo (Lecce) per la direzione artistica dell’attore e regista Salvatore Della Villa e organizzato dal Comune di Poggiardo in collaborazione con il Sistema Ambientale e Culturale “Serre salentine” e il Centro di Educazione Ambientale.

L’evento è stato rinviato a data da destinarsi, un contrattempo che comunque non intacca il grande successo del Festival. Un Festival che sarebbe dovuto essere chiuso dalla replica  de “I Barbari – Il racconto dello straniero”, la storia di una donna che molti italiani ed europei incontrano spesso, per caso, sulla strada: una giovane migrante, scappata dal proprio Paese e arrivata in Italia con la speranza di un futuro migliore e finita poi sulla strada, a prostituirsi, per amore di un uomo da cui si crede ricambiata, da cui ha due figli, ma che in realtà la sfrutta.

Nel monologo ironico, cruento, impietoso di questa protagonista, leggiamo la storia di centinaia di migliaia di persone partite dal loro Paese con un sogno e ritrovatesi, all’arrivo, dentro un incubo. “I Barbari” è anche l’analisi di un fenomeno – la migrazione – e di ciò che comporta e significa: di ciò che costa. Ma anche il racconto di una specificità: quella del “barbaro”, inconoscibile eppure, in qualche modo, familiare. Di una persona che – dapprima estranea – reagisce a modo suo al Paese che la ospita, combattendolo e fecondandolo, dando forse origine a nuove vicende, a nuove storie: a nuove tragedie. Scritto da Elena Cotugno (protagonista in scena) e Fabrizio Sinisi, regia di Gianpiero Borgia, “Il racconto dello straniero” è un cantiere aperto che si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea: rivelando allo spettatore d’oggi come la tragedia dello straniero non sia una peculiarità solo del mondo antico, ma come oggi più che mai tocchi l’uomo occidentale e lo costringa a una presa di posizione esistenziale e storica.