I mitici Litfiba al Festival Baccatani Wave

sPIRITO LITFIBAAppuntamento con la grande musica sabato prossimo nell’ambito del Festival Baccatani Wave,  a Torre Regina Giovanna di Apani (Br). Protagonisti assoluti dell’evento saranno i Litfiba con una tappa del tour estivo “Tetralogia degli elementi live”. Dopo il successo del tour invernale che ha registrato ovunque il tutto esaurito, Pierò Pelù e Ghigo Renzulli saranno ancora insieme per dare nuova linfa ad alcuni dei brani più rappresentativi degli anni ‘90 e ricreare quel rituale energetico che contraddistingue il sound del loro progetto discografico.

Il gruppo formatosi a Firenze nell’ottobre del 1980 nasce dall’incontro di cultori del genere punk, rock e soprattutto new wave. Il loro suono anni ottanta è una personale chiave di lettura della new wave stessa e difatti la band si impone come una vera e propria “wave rock mediterranea” capace di coniugare il fascino etnico dei suoni mediterranei con la spigolosità delle atmosfere dark anglofone. Negli anni novanta, invece, i Litfiba si propongono prima con un grintoso e selvaggio rock latineggiante, successivamente con un più facile pop-rock riscuotendo ampio successo commerciale ma portando anche aspre critiche dai fan storici della band. Scioltasi per varie motivazioni, l’11 dicembre 2009 è stata annunciata la reunion tra Ghigo Renzulli e Piero Pelù tramite un comunicato sul sito ufficiale del gruppo.

Durante i concerti del tour “Tetralogia degli elementi live” i Litfiba propongono una scaletta sempre diversa pescando tra i brani dei quattro lavori discografici. “Il Diablo”, che getta le basi per la costruzione della tetralogia che prenderà corpo negli anni successivi, è il disco che fa raggiungere ai Litfiba il grande pubblico. Il disco è caratterizzato da pezzi di denuncia, come “Woda Woda”, sulla penuria di acqua sul pianeta. “Terremoto”, pubblicato nel 1993 si concentra sulla critica sociale e politica, influenzato da Tangentopoli. Il terzo album, pubblicato l’anno successivo, è “Spirito”, un disco con una profonda critica politica e sociale, meno sarcastica e più diretta, con influenze latine che si mischiano con il rock più classico. “Mondi sommersi” è il quarto brano della tetralogia. Questa produzione proietta il gruppo verso un rock più melodico e sperimentale, legato all’influenza delle musiche anglosassoni.