Teatro, Sergio Rubini ricorda gli anni ’70

Recital RubiniBARI- Nel 2000 è stato prodotto, da Vittorio Cecchi Gori, il film “Tutto l’amore che c’è”, nel quale viene raccontato un gruppo di ragazzi pugliesi negli anni ’70, un’ epoca segnata da grandi ideali e da grandi speranze. Regista di questo lavoro è stato l’attore pugliese Sergio Rubini, il quale ha soffermato poi la sua attenzione su un’altra opera, “La guerra dei cafoni”, il libro dello scrittore piemontese Carlo De Amicis, scritto, ambientato esattamente nel 1975, racconta la guerra che oppone i ragazzi benestanti di un villaggio della costa salentina ai loro conterranei figli di pescatori, pastori e contadini, detti “cafoni”.

Giovedì 22 gennaio presso il teatro Forma di Bari, l’associazione culturale Echo Events, diretta da Donato Sasso, proporrà lo spettacolo “Sud”, un nuovo recital di Sergio Rubini, accompagnato dal pianoforte di Michele Fazio.

Proseguendo la strada della riscoperta del passato, per gestire meglio il futuro, intrapresa con i precedenti lavori, con questo nuovo spettacolo Rubini va oltre il recital “La guerra dei cafoni”, prodotto nell’estate 2013 e ne ha realizzato uno più ricco, con poesie e racconti riguardanti il Mezzogiorno d’Italia.

Noi siamo in un momento storico – ha spiegato Sergio Rubini – in cui bisogna tornare ad osservare gli anni ’70, quando ancora non avevamo incontrato i rovinosi anni ’80. Erano anni di passioni, erano anni in cui si dava molta importanza ai giovani e dalla gioventù che ci si aspettava i cambiamenti. Questi pensieri si sono guastati negli anni ‘80, facendo nascere le delusioni, nelle quali si radica la crisi che stiamo vivendo in questi giorni. Quindi ricominciamo dagli anni ’70 e questo spettacolo è una maniera per ricordarli”.

Suddiviso in tre parti, il recital racconta le vicende di Matteo, un ragazzo che oggi avrebbe l’età di un “nonno di tutti noi”, narra la storia di Eduardo, immerso in un Sud che riesce a tirarsi su e che anche sulla miseria riesce a costruire la propria dignità e cultura, che viene divulgata nel mondo e riprende, infine, stralci del libro di De Amicis.

Troppo in fretta abbiamo dimenticato le nostre origini, quelle da cui veniamo. Però, secondo me, se non ci ricordiamo bene da dove veniamo, non sappiamo neanche dove dobbiamo andare”.

A chiusura dello spettacolo sarà cantata una simpaticissima filastrocca, in vernacolo, sui soprannomi degli abitanti di Grumo Appula, che riporta Rubini al suo paese natio, come se questo fosse il punto di partenza e di arrivo di un percorso.

Ad affiancare il noto attore e regista ci sarà Michele Fazio, che per questo nuovo spettacolo ha curato la parte musicale. In più, a differenza del recital precedente, insieme ai due ci saranno anche Marco Loddo al contrabbasso ed Emanuele Smimmo alla batteria.