Lo spettacolo “Jarche vasce” al Piccolo Teatro di Bari

Locandina (9)BARI- Nel 1974 il Piccolo Teatro propose uno spettacolo che portava in scena le testimonianze e le autentiche tradizioni del popolo barese, “Jarche vasce” di Vito Maurogiovanni e Nicola Tabascio, con Nietta Tempesta, Mario Mancini, Nicola Tabascio, Mariano Leone, Carmela Vincenti e Gianni Giannotti, che oggi rappresenta una pietra miliare della tradizione teatrale barese, con la regia di Michele Mirabella.

Dopo un’assenza dai palcoscenici lunga quattro anni, Sabato 29 e domenica 30 novembre, rispettivamente alle ore 21 e alle 19, presso il Piccolo Teatro “Eugenio D’Attoma” di Bari, sede dell’anonima associazione culturale, dopo circa 3500 repliche, andrà in scena per festeggiare i suoi quarant’anni.

Portiamo in scena – ha commentato Nietta Tempesta, da sempre protagonista di questo spettacolo – la vita quotidiana passata del popolo barese. La domanda di matrimonio, chi fa il pane, chi porta il priso, perché non c’erano i gabinetti, il rituale del saluto al suo incontro. Mostriamo la vita vera e l’importanza di certi atteggiamenti, mettendoli in evidenza gesti che ormai non esistono più”.

Lo spettacolo, come lo stesso titolo, è in dialetto barese e narra scene della vita quotidiana, con abitudine e tradizioni che si perdono e si confondono nella memoria popolare, proprio della zona del borgo antico di Bari, di fronte al Castello normanno-svevo, dove realmente sorge Jarche vasce. Traendo spunto da questa realtà e ricostruendone le tappe fondamentale, che prende corpo la trama dello spettacolo.

Jarche vasce è stato una grande sorpresa per me. Il dialetto non lo conoscevo e ho dovuto studiare applicandomi molto sui suoni, che lo diversificano da una qualsiasi lingua volgare e sguaiata, rendendolo pulito. Ciò nonostante è uno spettacolo che fa ridere, in quanto è dissacrante in alcuni punti, sempre mettendo in mostra l’aspetto della popolazione barese, la sua umanità, la sua religiosità. Non si cerca di far ridere, è ridicola la situazione”.

Realizzato a quadri contigui tra di loro, grazie al lavoro comune di tutto il cast originale, lo spettacolo porta in scena un microcosmo nel quale uomini e donne consumano gioie e dolori filtrati dal grottesco diaframma della tradizione. Il titolo è significativo. L’arco funge da prospettiva per penetrare nella vita più intima di “Bari vecchia”, un mondo affascinante e ricchissimo nella sua disarmata spontaneità. Ancora oggi non esiste un copione di questo spettacolo. Sul palco per celebrare questo traguardo ci saranno gli stessi attori protagonisti di questa avventura teatrale come Nietta Tempesta, Mariano Leone, alri subentrati durante gli anni come Franco Spadaro, Silvia Cuccovillo e nuovi come Giuseppe De Trizio e Roberto Romeo.

Io e Mariano Leone siamo rimasti del vecchio cast. Spesso mi accusano di essere dura, ma desidero che sia recitato com’era. I personaggi cambiano fisicamente, ma i fatti e le situazioni sono sempre quelle e quindi non concedo a nessuno di prendersi delle libertà. Essendo poi l’unica ad esserci ancora da quando ha debuttato Jarche vasce, ho questa responsabilità”.