Importante recupero di reperti archeologici nel Mar Jonio

Foto 02TARANTO- Brillante recupero di reperti archeologici nei giorni scorsi nelle acque del Mar Jonio. A darne notizia nell’ambito di una conferenza stampa tenuta a Taranto, nel Chiostro di San Domenico, sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, sono stati il  Servizio Subacqueo della Soprintendenza ed il Reparto Operativa Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari. I dettagli dell’operazione effettuata a largo di Torre Castelluccia (litorale di Pulsano) sono stati illustrati anche dal  Soprintendente Archeologo, dott. Luigi La Rocca e i funzionari archeologi dott.ssa Laura Masiello e dott. Arcangelo Alessio, per la Guardia di Finanza, il Colonnello Maurizio Muscarà, Comandante del Reparto Operativo Aeronavale di Bari ed altri ufficiali del Corpo ed il sindaco della città di Pulsano, l’Avv. Giuseppe Ecclesia. Come riferito ai giornalisti, il rinvenimento di tre ceppi di ancora in piombo risalenti all’epoca romana  è stato solo l’ultimo atto di un’intensa attività di ricerca subacquea avviata, a seguito della segnalazione di un cittadino, dai Sommozzatori del II Nucleo della Stazione Navale Guardia di Finanza di Bari – stanziati a Taranto. Individuati i reperti, in una prima fase i finanzieri hanno monitorato l’area allo scopo di scoprire se vi fossero soggetti interessati al trafugamento del materiale archeologico dal sito. Un sospetto che si è poi rivelato infondato, circostanza che ha permesso di dare il via alle operazioni. Svoltosi mediante l’impiego dei mezzi navali e del personale specializzato delle fiamme gialle, il recupero dei reperti è proseguito sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia sino al completo recupero dell’intero materiale. Per dovere di cronaca si ricorda che nel giugno dello scorso anno, è stato recuperato un relitto di epoca medioevale, sommerso nelle acque della darsena di “San Nicolicchio”, situata all’interno Porto Commerciale di Taranto, la cui presenza era stata precedentemente segnalata dallo stesso nucleo sommozzatori delle fiamme gialle. Conclusa l’attività di recupero, curata per la Soprintendenza dal geom. Giuseppe Garofalo e dal dott. Angelo Raguso, è stata allestita una mostra nella quale viene illustrato anche il contesto storico dell’impiego dei mezzi navali dell’epoca. Nel corso della conferenza stampa è stato rimarcato come il significativo rinvenimento costituisca un ulteriore tassello utile alla ricostruzione della storia delle rotte marittime che sin dall’antichità, senza soluzione di continuità, hanno collegato le coste del Mediterraneo ed in particolare il litorale ionico, intensamente antropizzato sin dall’epoca preistorica.