“Metamorfosi. Sculture e installazioni di carta.” Le opere di Papuli a Martina

metamorfosiMARTINA FRANCA (TA)- Da giovedì 17 luglio (a partire dalle 19.30) le sale storiche del Palazzo Ducale di Martina Franca ospiteranno l’inaugurazione della mostra “Metamorfosi. Sculture e installazioni di carta” dell’artista pugliese Daniele Papuli.

La mostra – curata da Marta Ragozzino con Lorenzo Madaro, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Puglia, in collaborazione con il Comune di Martina Franca, con il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e promossa dalla Regione Puglia (assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo) – rientra nell’articolato programma della quarantesima edizione del Festival della Valle d’Itria che ospiterà, tra le altre opere in programma, “La donna serpente” di Alfredo Casella, “Armida” di Tommaso Traetta, “La lotte d’Ercole con Acheloo” di Agostino Steffani. La mostra sarà aperta tutti i giorni (dalle 10 alle 20, il sabato dalle 10 alle 22.30) sino a domenica 7 settembre.

“Per festeggiare la quarantesima edizione del festival, abbiamo scelto la delicata ed elegante opera in carta di Daniele Papuli per rimanere legati alla leggerezza delle atmosfere musicali”, sottolinea la curatrice Marta Ragozzino. “Dopo molte edizioni caratterizzate da artisti provenienti da altre regioni abbiamo deciso di ospitare un artista pugliese, nato e cresciuto a Maglie ma da molti anni residente a Milano, soprattutto per il suo appassionato studio della carta che trasforma e interpretra con libertà e fantasia che ben si sposano con gli affreschi di Domenico Carella. Le carte e le forme scivoleranno, come precisa l’autore, da una sala all’altra, cercando dialoghi, atmosfere, corrispondenze, equilibri, proporzioni”.

Nato nel 1971 a Maglie, in provincia di Lecce, dopo il diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Daniele Papuli si stabilisce e lavora a Milano. Al ’91 risale l’approccio alla scultura con i primi manufatti in pietra, legno, gesso. Nel ’93 a Berlino, in occasione di un workshop internazionale, apprende i metodi di fabbricazione del foglio della carta. E’ un’esperienza decisiva, che spiega come dal ’95 sia proprio la carta la materia che sente più adatta alla propria ricerca e al proprio linguaggio. Sperimenta la produzione di carte a mano e dal ’97 realizza le prime sculture con diverse tipologie di materiale cartaceo. Sibille, Soprani e Volumerie sono strutture e calcolate composizioni lamellari basate sulla ripetitività dei singoli moduli ottenuti con tagli manuali. A questo stesso periodo risale l’incontro con l’editore Vanni Scheiwiller che gli affida la produzione straordinaria di fogli realizzati a mano per i supporti grafici del libro d’arte in 300 esemplari Trittico tre poesie di Wislawa Szymborska tre collage di Alina Kalczynska. Nel ’98 l’editore scrive di lui: “… le sue sono composizioni astratte, che entrano nello spazio per dialogare con esso alla pari. Non un ‘oggetto’, ma una aperta costruzione spaziale…”. La sua ricerca entra nelle gallerie d’arte con una serie di mostre collettive e personali. La continua indagine intorno alla materia e  la sperimentazione di nuovi materiali, affini alla carta, proposti per le loro potenzialità strutturali e tattili, lo portano a continue interconnessioni dalla scultura, al design, all’installazione, agli impianti scenografici per noti marchi moda. fiere, mostre internazionali. “Più che da designer procedo come un esploratore, trasferendo e amplificando passaggi e suggestioni di un percorso progettuale intrapreso con la materia cartacea”. Gli oggetti proposti, per lo più edizioni numerate e pezzi unici, dialogano con le molteplici esperienze del design contemporaneo. Dal 2002 espone da Dilmos, a Milano. Nel 2009 per la Triennale di Milano progetta e realizza l’allestimento per la mostra internazionale Gioielli di carta e disegna uno dei sei gioielli pop-up in carta a mano allegati al catalogo. Nel 2010, su invito dello scultore  Kengiro Azuma, espone alla Fondazione Calderara di Vacciago di Ameno. Per Flux Laboratory di Ginevra, fondazione di arte, danza e discipline sperimentali, mette in scena, nella mostra personale del 2011 Le Gèant de Papier, projections de la matière, quattro installazioni che dialogano con le performance di danza costruite ad hoc. I suoi lavori sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero, ed in pubblicazioni specifiche anche nell’ambito della Paper Art.