Living lab: le imprese investono più di 11 milioni di euro

LivingLabCapone: “Un altro passo verso la Smart Puglia” Da un lato i report degli analisti economici che provano a misurare la durata della crisi e il fatidico inizio della ripresa, dall’altro gli sforzi reali di una Puglia che vuole farcela misurandosi con sfide inimmaginabili fino a qualche anno fa.
Quarantaquattro imprese pugliesi stanno investendo più di 11 milioni di euro per 23 progetti che riguardano beni culturali, inclusione sociale, governo elettronico della Pubblica Amministrazione, istruzione, ambiente, industria creativa e trasporti. Se sono diversi i settori di interesse, c’è un unico comune denominatore: la componente smart, “intelligente”, del progetto.
È questo l’esito, in controtendenza visti i tempi di crisi, della seconda graduatoria definitiva del bando Apulian ICT Living Labs (laboratori viventi), in uscita oggi pomeriggio sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.
Si tratta di uno dei bandi “Smart” varati dalla Regione Puglia, “intelligente” perché per la prima volta l’utente finale, cioè il destinatario dell’intero progetto, indicando le sue esigenze, indirizza l’intero processo, così la ricerca dei laboratori si trasferisce alla vita reale, trasformandosi in un prodotto immediatamente fruibile dal mercato proprio perché richiesto. Il bando, che è stato pubblicato l’anno scorso, ha prima raccolto le richieste degli utenti, i cosiddetti fabbisogni, poi ha invitato le imprese a presentare i progetti. La prima graduatoria è uscita ad aprile di quest’anno, la seconda esce oggi.
Tra la prima e la seconda selezione, i laboratori viventi attivati sono 34, mentre gli investimenti programmati superano i 15,7 milioni di euro a fronte di 8,5 milioni di risorse pubbliche. “È un risultato assolutamente straordinario, un altro passo verso la Smart Puglia.” è il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone. “Se come sta avvenendo in America e già avviene da anni in Canada e in Australia, nel calcolo del Pil della Puglia fosse conteggiata la ricerca e l’innovazione, solo con questi progetti ci sarebbe un’impennata di diversi punti percentuali. La Puglia – ha aggiunto – da alcuni anni è una delle protagoniste italiane di una rivoluzione silenziosa, il cui valore positivo difficilmente riesce ad emergere fagocitato com’è dalle notizie sulla crisi. Tuttavia questo mondo laborioso continua silenziosamente a produrre ricerca, innovazione e nuovi prodotti, tant’è che la Regione Puglia ha già impegnato fino ad oggi una spesa di quasi 479 milioni di euro per agevolare le imprese che vogliono innovare e per dotare la Puglia di infrastrutture ad hoc”.

I progetti

Dei 23 progetti considerati ammissibili in questa seconda graduatoria, 13 provengono da Bari, 4 da Lecce, 3 da Foggia, 2 da Brindisi e 1 da Taranto.
Tra le proposte, 6 laboratori viventi si concentrano sull’inclusione sociale: si spazia dalla realizzazione di piattaforme per l’assistenza in remoto di pazienti non autosufficienti, lungodegenti o affetti da patologie rare, alla proposta di utilizzare un sistema intelligente di illuminazione a led per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti nelle ore notturne. Sarà realizzata una carta acquisti per l’aiuto ai poveri, con un sistema di gestione totalmente informatizzato, e sperimentato un sistema informatico a supporto di processi di riuso o conferimento, raccolta e smaltimento di materiali e rifiuti non pericolosi che non rientrano nei convenzionali servizi di raccolta differenziata, come gli oli esausti.
Ben 5 progetti si occupano di ambiente. Ci sono i sistemi per il supporto decisionale alla protezione civile e per il monitoraggio dei rischi idrogeologici, entrambi utilizzano le nuove dinamiche di social networking per promuovere la partecipazione attiva degli internauti e dei cittadini nella segnalazione degli eventi. Ci si occupa del ciclo di vita delle dighe in terra e del loro monitoraggio e si parla di greening per la città di Bari, con l’applicazione di pratiche quali la piantumazione di tetti e cortili e di vuoti urbani, spartitraffico, rotatorie, tutti monitorati costantemente per verificarne i vantaggi concreti. L’App SOS Fire, invece, supporterà e ottimizzerà l’opera del Comando dei Vigili del Fuoco di Lecce e il loro rapporto con i cittadini.
Va per la maggiore l’utilizzo di smartphone e dispositivi mobili per usufruire di servizi in ambito di beni culturali, ma si progettano anche tecniche e strumenti per la narrazione condivisa e partecipata e di un format innovativo di produzione e fruizione di contenuti digitali dei beni culturali.
C’è chi continua a sperimentare forme di “cittadinanza digitale”, proponendo un prototipo di strumento di partecipazione che accompagni il processo decisionale del consiglio comunale, ma anche chi entra nel merito di servizi specifici, quali lo Sportello unico delle Attività Produttive o il sistema informatico in grado di supportare l’attività della Pubblica Amministrazione per l’adattamento del territorio ai cambiamenti climatici, in particolare in ambito agroalimentare.
Altra new entry l’industria creativa. Si progetta una mediateca regionale interattiva per audio-visivo, completamente digitalizzata e fruibile attraverso i nuovi media e l’informatizzazione del sistema di Showcard e Agiscard Agis, attivate in forma cartacea dall’Agis fin dal 1999 e finalizzate a promuovere l’aumento del pubblico nelle sale cinematografiche e agli spettacoli.
Infine, per l’istruzione e l’educazione si progetta una piattaforma abilitante per il Social Learning, ad uso di Istituti scolastici, docenti, studenti, famiglie, esperti in materia, insieme a una forma specializzata di e-learning per l’edilizia e ad una piattaforma integrata per la formazione in agricoltura.
I 34 progetti finanziati dalla Regione Puglia ad oggi, sperimenteranno la nuova modalità di interazione tra gli attori dei living lab, anche utilizzando gli strumenti messi a loro disposizione dalla community creata sul portale dedicato (http://livinglabs.regione.puglia.it). L’avviso è gestito dall’area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione, servizio Ricerca industriale e Innovazione che si avvale della società in house InnovaPuglia in qualità di organismo intermedio per l’attuazione delle attività.